Potatura della vite: 3 errori comuni da evitare

Potatura della vite: 3 errori comuni da evitare

La potatura della vite è una pratica fondamentale per gestire la crescita e la produttività delle piante. Consiste nella rimozione mirata di alcune parti come germogli e tralci, seguendo precise tecniche. La scelta del sistema di potatura dipende da fattori come il vitigno, la posizione ed il fine produttivo. Eseguire la potatura nel modo corretto è essenziale per ottenere viti sane e produttive. Ma è facile commettere errori anche gravi, se non si conoscono bene le regole.

Vediamo i 3 errori più comuni da evitare assolutamente nella potatura della vite, per non comprometterne salute e resa. Piccole sviste possono infatti avere conseguenze disastrose sulla vite. È quindi fondamentale prestare attenzione ed agire nel modo giusto. Scopriamo come eseguire una potatura perfetta ed ottenere il massimo dai nostri vigneti.

Rispettare il periodo corretto di potatura

Il primo errore da evitare nella potatura della vite è quello di non rispettare i tempi idonei per eseguirla. La vite è una pianta lianosa molto sensibile agli interventi di taglio, che tende a “piangere”, ovvero a perdere linfa dai punti potati. È quindi essenziale potare nel suo periodo di completo riposo vegetativo, quando questo fenomeno è minimo.

Il momento migliore è gennaio, con temperature fredde che favoriscono la cicatrizzazione. Potature troppo anticipate, ad esempio a dicembre, causano perdite di linfa ed energia. Se i tagli non rimarginano prima del gelo, possono compromettere la sopravvivenza della pianta. Allo stesso modo, ritardare la potatura a marzo può provocare emorragie difficili da bloccare. Rispettare scrupolosamente il periodo corretto, orientativamente gennaio, è cruciale per non danneggiare la vite con una potatura fatta nel momento sbagliato.

Non allontanare i rami fruttiferi dal tronco

Un altro sbaglio da non commettere è quello di far allontanare eccessivamente i rami fruttiferi dal tronco principale. Spesso si tende ad accorciare poco i tralci, facendoli crescere sempre più in orizzontale. In realtà è fondamentale mantenere le parti produttive il più vicino possibile al tronco. Lasciando i rami fruttiferi troppo distanti, il tronco invecchia più rapidamente e diventa maggiormente esposto a malattie e carie per la lunghezza del suo sviluppo.

Inoltre, la linfa incontra ostacoli nel percorrere questo lungo tragitto e arriva con minor vigore ai rami più esterni. Di conseguenza, la produzione sui rami allontanati cala sensibilmente nel tempo, risultando poco vigorosa. È quindi importante accorciare adeguatamente i tralci per contenere lo sviluppo orizzontale, mantenendo le porzioni fruttifere più vicine alla base.

Rispettare la tecnica di taglio dei rami fruttiferi

Il terzo errore da evitare è non seguire correttamente le tecniche di taglio dei rami nella potatura. I principi fondamentali sono due:

  • Quando si elimina totalmente un ramo, il taglio va fatto “a filo del colletto”, ovvero vicino all’inserzione del ramo stesso sul tronco. In questo modo si favorisce la cicatrizzazione, proteggendo il tronco sottostante.
  • Se invece si lascia una parte del ramo, ad esempio per uno sperone o un tralcio fruttifero, il taglio va effettuato ad almeno 2 cm dall’ultima gemma. Lasciando un moncone di legno, la linfa continua a fluire evitando emorragie. Il moncone poi seccherà da solo.

È quindi essenziale padroneggiare queste diverse tecniche di taglio, per potare nel modo corretto a seconda che si voglia eliminare o mantenere una porzione di ramo. Dei tagli eseguiti male possono compromettere la salute e la fruttificazione della vite. Prestare attenzione a dove e come tagliare è cruciale per una potatura perfetta.

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