Assenzio proprietà officinali: Benefici, controindicazioni e dosaggio

Assenzio proprietà officinali: Benefici, controindicazioni e dosaggio

L’assenzio è una pianta officinale dalle numerose proprietà curative, conosciuta e utilizzata fin dall’antichità. La specie maggiormente impiegata è l’Artemisia Absinthium, i cui principi attivi sono racchiusi soprattutto nelle foglie e nei fiori.

Questa pianta vanta ottime qualità digestive, dovute alla presenza di assenzolo e tujone, che stimolano la produzione dei succhi gastrici. Ha anche proprietà vermifughe ed è impiegata per allontanare parassiti intestinali. L’assenzio possiede inoltre attività antinfiammatoria e antidolorifica grazie ai flavonoidi in esso contenuti. Veniva usato come rimedio popolare per il mal di testa.

Infine agisce come tonico amaro e può essere utilizzato per aumentare l’appetito e combattere inappetenza e disturbi digestivi. Scopriamo nel dettaglio gli effetti officinali di questa versatile pianta dalle origini molto antiche.

Partiamo dal principio: Cos’è l’assenzio?

L’assenzio come già accennato, è una pianta officinale appartenente alla famiglia delle Asteraceae e al genere Artemisia. La specie maggiormente utilizzata a scopo terapeutico è l’Artemisia absinthium, una pianta erbacea perenne originaria dell’Europa, dell’Asia occidentale e del Nord Africa. Si caratterizza per il suo portamento cespuglioso, con fusti legnosi alla base che possono raggiungere il metro di altezza.

Le foglie sono di colore grigio-verdastro, ricoperte di una fine peluria che le rende vellutate al tatto. I piccoli fiori, di colore giallo limone, sono raccolti in infiorescenze pendule. Cresce spontaneamente in terreni incolti e ai margini delle strade, prediligendo un habitat soleggiato. La parte utilizzata a scopo terapeutico sono le foglie e i fiori, che contengono i preziosi principi attivi.

Quali sono i principi attivi contenuti nelle foglie e nei fiori dell’assenzio?

Le foglie e i fiori sono ricchi di principi attivi che conferiscono alla pianta eccezionali proprietà officinali. In particolare, contengono oli essenziali come tujone, assenzolo e camazulene dall’azione digestiva; flavonoidi e lattoni con attività antispastica e antinfiammatoria; acido caffeico e derivati ad azione antibiotica. Sono presenti anche cumarine dall’effetto vermifugo, sali minerali come potassio, calcio e zinco, vitamine del gruppo B. Infine i tannini che donano il tipico gusto amarognolo.

La sinergia di queste sostanze conferisce all’assenzio spiccate proprietà digestive, antisettiche e vermifughe. Per questo le parti più utilizzate sono proprio foglie e fiori, dove si concentrano i principi attivi più preziosi per l’organismo. L’assenzio trova quindi impiego come rimedio naturale per problemi gastrici, parassiti intestinali, stati infiammatori. Le sue componenti ne fanno una pianta officinale estremamente versatile e benefica, se utilizzata alle giuste dosi.

Proprietà dell’assenzio e utilizzo

Viene utilizzato soprattutto per le ottime virtù digestive, dovute ai suoi principi attivi come l’assenzolo e il tujone, che stimolano la produzione dei succhi gastrici. Per questo motivo i preparati a base di assenzio trovano impiego contro disturbi come l’atonia gastrica, il meteorismo, la mancanza di appetito. Le foglie e i fiori essiccati vengono utilizzati per produrre infusi digestivi e amari.

Altra importante proprietà dell’assenzio è quella vermifuga: grazie alla presenza di cumarine, è efficace per allontanare parassiti intestinali come ascaridi e ossiuri. Viene quindi impiegato come rimedio antiparassitario naturale. Inoltre l’assenzio possiede attività antispastica e antidolorifica, sfruttata per alleviare crampi addominali e dolori mestruali. Ha anche blande proprietà antisettiche. Una pianta dalle molteplici virtù terapeutiche, se utilizzata con cognizione alla giusta posologia.

Assenzio proprietà officinali e controindicazioni

Contiene tujone, una sostanza neurotossica se assunta in dosi eccessive. Per questo motivo, l’impiego dell’assenzio e dei suoi preparati è soggetto ad alcune limitazioni e controindicazioni. In particolare, l’assenzio è controindicato in gravidanza e allattamento, nei bambini e nei soggetti con epatopatie. Inoltre, data la presenza di tujone, va evitato l’utilizzo contemporaneo con farmaci sedativi o psicotropi.

L’assenzio trova impiego sotto forma di infusi, tinture, estratti ma è bene attenersi alle dosi consigliate e non superare la durata indicata del trattamento. In caso di effetti collaterali o dubbi è opportuno rivolgersi al proprio medico o erborista di fiducia. Pur vantando indubitabili proprietà officinali, l’assenzio è una pianta che necessita di cautela e moderazione nell’utilizzo, meglio evitarla in gravidanza e in presenza di patologie.

Quali sono gli effetti collaterali più comuni dell’assenzio?

Gli effetti collaterali più comuni dell’assenzio sono riconducibili alla presenza di tujone, il principale componente neuroattivo:

  • A dosi eccessive può avere effetti neurologici come vertigini, tremori, convulsioni.
  • Può interagire con farmaci sedativi e psicotropi potenziandone gli effetti.
  • Può causare irritazione gastrica.
  • In soggetti sensibili può dare reazioni allergiche come prurito, rush cutaneo.
  • Alte dosi possono provocare epatotossicità.
  • L’assunzione cronica può portare a dipendenza fisica e tossicomania.

Per questi motivi è sconsigliato l’uso prolungato di assenzio e preparati contenenti elevate quantità di tujone. Bisogna attenersi alle dosi terapeutiche consigliate e non superare le 2-3 settimane di trattamento. Inoltre è bene evitarlo in gravidanza, allattamento e nei bambini.

Quali sono le dose consigliate per l’utilizzo dell’assenzio

Generalmente per l’assenzio si utilizzano preparati come estratti fluidi, tinture madri (1:5) o infusi. Per gli estratti liquidi la dose media è di 30-50 gocce diluite in acqua, 2-3 volte al dì. Per le tinture madri la posologia è di 30-40 gocce prima dei pasti. L’infuso si prepara versando 1 cucchiaino di foglie essiccate in 150 ml di acqua bollente, da bere dopo i pasti.

Il trattamento non dovrebbe superare le 2-3 settimane. L’assenzio è controindicato in gravidanza, allattamento e nei bambini. In caso di effetti collaterali o dubbi è bene rivolgersi al medico. Rispettando dosi e modalità d’uso, l’assenzio può essere utilizzato senza rischi come rimedio naturale.

Quali sono le proprietà benefiche dell’assenzio

I principali benefici salutari dell’assenzio sono riconducibili alle sue spiccate virtù digestive: stimola la produzione dei succhi gastrici, aumenta l’appetito e combatte nausea e pesantezza di stomaco. Viene quindi impiegato per trattare inappetenza, gastriti, meteorismo intestinale.

Ha anche potere vermifugo, dovuto alla presenza di cumarine: efficace per allontanare parassiti come ascaridi e ossiuri, soprattutto nei bambini. L’assenzio esercita inoltre attività antidolorifica e antinfiammatoria: lenisce disturbi mestruali, emicrania e dolori reumatici.

Infine svolge blanda azione antisettica a livello gastrointestinale. Le foglie e i fiori di assenzio, usati per infusi e preparati fitoterapici, costituiscono quindi un valido rimedio naturale per diversi disturbi, se utilizzato con cognizione alle dosi consigliate.

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