Coltivazione delle arachidi: Tutto quello che devi sapere dalla semina alla raccolta

Coltivazione delle arachidi: Tutto quello che devi sapere dalla semina alla raccolta

Le arachidi prosperano maggiormente in ambienti caldi e afosi, tuttavia alcune varietà si dimostrano in grado di adattarsi anche a clima più freschi.

Le arachidi sono un prelibato frutto commestibile originario del Brasile, prodotto dalla pianta Arachis hypogaea. Per natura, la pianta dell’arachide predilige climi caldi ed è per questo che in Italia il periodo più indicato per la semina va da marzo a maggio, in modo da sfruttare i mesi primaverili e del primissimo estate, le cui temperature tiepide consentono un ottimo attecchimento.

Nonostante provenga da zone tropicali, l’arachide si è dimostrata una coltura versatile e rustica, capace di adattarsi bene anche a climi più freddi, come quelli di montagna. Basta scegliere terreni soffici e ben drenati per assicurarle il giusto grado di umidità.

Con pochi accorgimenti come questi, anche gli orti domestici possono offrire una gustosa riserva di arachidi, mature e pronte per la raccolta tra fine settembre e ottobre.

Origini e caratteristiche delle arachidi

L’arachide è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle leguminose, originaria del Sudamerica dove se ne distinguono due varietà principali: quella andina e quella brasiliana. La tipologia andina, proveniente dalle zone dell’antico impero Inca, è la più adatta alla produzione di burro di arachidi grazie ai suoi semi di elevata qualità.

La pianta dell’arachide si presenta come un piccolo cespuglio annuale con fusti eretti e ramificati, che produce i frutti (le note arachidi) sottoterra. I fiori, di colore giallo e simili a quelli del pisello, sbocciano nell’ascella delle foglie verso la base dei germogli. Dopo l’impollinazione, gli steli dei fiori fecondati si allungano formando una sorta di radice che penetra nel suolo. Alla loro estremità si sviluppano le arachidi, raccolte in baccelli contenenti alcuni semi ciascuno, che maturano sotto terra. Questo processo è noto come geocarpia.

Originaria dei climi tropicali, l’arachide teme il freddo e le gelate. Predilige terreni soffici e ben drenati, con pH neutro. Non necessita di eccessive cure colturali o apporti idrici. Utile effettuare un diserbo manuale per evitare la crescita di erbe infestanti.

Il ciclo colturale si svolge in 5 mesi circa con semina primaverile, per sfruttare il caldo estivo. In Italia può essere coltivata ovunque, garantendo le condizioni climatiche ideali. Con semplici accorgimenti anche nel proprio orto è possibile ottenere ottime arachidi, perfette per preparare in casa un delizioso burro 100% naturale.

Come seminare le arachidi

Per seminare con successo l’arachide è importante preparare adeguatamente il terreno prima della semina. Si consiglia di lavorare il suolo con una forca o una fresatrice per renderlo fine e sciolto, evitando compattazione. Il terriccio deve essere in tempera, né troppo bagnato né eccessivamente secco.

Fondamentale scegliere un terreno ben drenato, per impedire ristagni idrici che favorirebbero marciumi radicali. Utile incorporare compost maturo per arricchire il suolo di sostanza organica. Ottimo anche l’apporto di biochar per migliorare la ritenzione idrica e la fertilità.

Evitare concimi azotati o stallatico poiché l’arachide non necessita di particolare azoto.

Per la distanza di semina, si consiglia uno schema con file distanti 70 cm e 20-30 cm sulla fila. Ciò consente lo sviluppo di una fitta barriera verde che funge anche da pacciamatura naturale.

Dopo la semina, eseguire una leggera pacciamatura con fieno, foglie o paglia per proteggere il suolo. Irrigare con regolarità nelle prime settimane per favorire la germinazione.

Utilizzare per la semina solo arachidi non tostate, con l’embrione vivo. Interrare i semi con la pellicina protettiva, che ne favorisce la germinazione. Reperire semi non tostati presso rivenditori ambulanti o acquistare bustine specifiche per la coltivazione.

Con questi semplici accorgimenti anche nell’orto casalingo si potranno ottenere ottime arachidi da gustare al naturale o per preparare un irresistibile burro fatto in casa.

Periodo di semina e periodo di raccolata

Per quanto riguarda la coltivazione dell’arachide, il periodo migliore per la semina è la tarda primavera, in particolare i mesi di aprile e maggio. Questa programmazione consente di sfruttare al meglio il caldo estivo per la crescita e la fruttificazione della pianta.

La raccolta va effettuata quando la pianta è quasi completamente seccata. Il momento giusto può essere determinato osservando l’ingiallimento e l’essiccazione delle foglie, segnale che le arachidi sotterranee sono mature.

In genere il periodo di raccolta si colloca tra settembre e ottobre, ma in alcuni casi si può protrarre fino a novembre se le condizioni climatiche lo consentono.

È importante però non ritardare eccessivamente la raccolta, perché piogge abbondanti e umidità in questa fase possono provocare marciumi e compromettere il raccolto.

Dopo la raccolta, per la conservazione ideale le arachidi vanno fatte essiccare completamente all’ombra, in un luogo ben areato. Una volta perfettamente secche, si possono sgranare e riporre in contenitori ermetici, meglio se in vetro o latta.

Rispettando il giusto periodo di semina e di raccolta, anche coltivando l’arachide nel proprio orto si potranno ottenere frutti sani, gustosi e ideali per preparare un irresistibile burro di arachidi fatto in casa.

Come avviene la raccolta delle arachidi

Con l’arrivo dell’autunno, quando le foglie dell’arachide iniziano a ingiallire, è il momento perfetto per procedere con la raccolta. Ideale effettuarla con il terreno asciutto e privo di eccessiva umidità.

Una volta estratte dal suolo, le arachidi si presenteranno ancora ricoperte di terra. È importante pulirle il più possibile subito dopo la raccolta, anche manualmente.

Successivamente, vanno fatte asciugare perfettamente all’aria aperta, facendo attenzione a non esporle a umidità che favorirebbe la formazione di muffe. Quando completamente secche, la rimozione dei residui di terra risulterà più facile e completa.

La raccolta delle arachidi è sempre un momento emozionante e gratificante. Scoprire i frutti nascosti sotto terra, ancora attaccati alla pianta da quello speciale stelo modificato, è sorprendente e mostra la straordinaria capacità della natura di trovare soluzioni innovative ed efficienti come la geocarpia.

Una volta raccolte e perfettamente essiccate, le arachidi vanno conservate in contenitori ermetici, meglio se di vetro o latta. Se ben conservate, si manterranno integre e piene di sapore per diversi mesi.

Ottenere arachidi sane e gustose dalla pianta coltivata nel proprio orto è motivo di grande soddisfazione. Inoltre, con le arachidi appena raccolte è possibile preparare un irresistibile burro 100% naturale.

Come conservare le arachidi raccolte dal tuo orto

Le arachidi vanno accuratamente conservate dopo la raccolta per mantenerne inalterate le proprietà nutritive e gustative. Una volta estratti i bacelli dal sottosuolo, è fondamentale far essiccare interamente i frutti in un luogo asciutto e arieggiato prima della messa in dispensa.

Basta distribuirli in un canovaccio pulito o su griglia, girandoli frequentemente per una decina di giorni. Una volta seccate a dovere, le arachidi possono essere conservate entro contenitori di vetro o latta, tenute al riparo dalla luce e da eccessi di umidità che potrebbero farle deperire.

In ambiente fresco e asciutto, come la dispensa della cucina, si mantengono intatte per oltre 6-9 mesi. Per gustarle durante tutto l’inverno si può anche optare per la lavorazione in burro o olio, che ne allunga la persistenza ben oltre l’anno.

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