Come coltivare i fichi d’India in vaso

Come coltivare i fichi d’India in vaso

l fico d’india si presta molto bene alla coltivazione in contenitore su balconi e terrazzi. Va coltivato in un vaso profondo di almeno 40-50 cm di diametro riempito con un terriccio specifico per cactacee. Richiede una posizione luminosa e calda, annaffiature moderate ed una concimazione bilanciata in primavera-estate.

Il fico d’India è una pianta ornamentale sempre più diffusa, apprezzata per i suoi vistosi fiori estivi e per i succulenti frutti autunnali. Ma sapevate che questo cactus si presta molto bene anche alla coltivazione in vaso su terrazzi e balconi?

Coltivare il fico d’India in vaso è semplice seguendo alcuni accorgimenti. In questa guida vi svelerò tutti i segreti per far crescere rigogliosi fichi d’India sul vostro balcone o giardino. Scopriremo come scegliere il vaso adatto, il terriccio specifico e come effettuare correttamente il rinvaso o trapianto della pianta.

Analizzeremo nel dettaglio tutte le cure necessarie come irrigazione, concimazione, potatura ed esposizione ottimali. Vedremo quali sono le condizioni ambientali ideali per questa pianta succulenta e come proteggerla d’inverno. Con i preziosi consigli di questa guida anche i meno esperti potranno ottenere splendidi fichi d’India fioriti in vaso da fare invidia!

Come piantare il fico d’India in vaso

Per coltivare il fico d’India in vaso, scegliete dapprima un contenitore profondo e capiente, con buchi sul fondo per il drenaggio. Il diametro deve essere almeno 40-50 cm. Utilizzate un terriccio specifico per cactacee, sciolto e povero di sostanza organica.

Quando effettuate il rinvaso o trapianto, estraete la pianta vecchio vaso con delicatezza e ripulite le radici. Sistematela nel nuovo contenitore riempito di terriccio e annaffiate. Per stimolare l’emissione di nuovi rami potete anche interrare parte del fusto. Posizionate in pieno sole.

Quando si piantano i fichi d’India?

Il periodo migliore per mettere a dimora il fico d’India è durante la primavera avanzata o l’inizio dell’estate. Il caldo in arrivo favorirà un rapido attecchimento e messa a dimora. Da evitare il trapianto in piena estate, quando il caldo eccessivo potrebbe stressare la pianta, o in autunno-inverno con bassi valori termici. Anche la ripresa vegetativa in primavera è un buon periodo, anticipando la fioritura. Prima di trapiantare, irrigate bene la pianta per farle formare nuove radici.

Quale vaso utilizzare per il fico d’India

Per coltivare il fico d’India in vaso scegliete contenitori in terracotta o plastica resistente, con diametro di almeno 40-50 cm e profondità di 30-40 cm. Dimensioni ridotte trattengono poco terriccio e stressano la pianta.

Optate per vasche quadrate o rettangolari che offrono più spazio per l’accrescimento. Fondamentali sono buoni fori di drenaggio sul fondo e piattini di raccolta dell’acqua in eccesso. Anche vasi autobagnanti possono essere una valida soluzione.

Tipologia di terriccio per coltivare il fico d’India in vaso

Il terriccio ideale per coltivare il fico d’India in vaso deve essere sciolto, leggero e ben drenato. Ottimi i terricci specifici per cactacee, con sabbia grossolana, lapillo vulcanico e poco materiale organico. Un’ottima miscela è composta da 2 parti di sabbia, 2 di lapillo e 1 di terra da giardino.

Il pH non deve essere troppo alto. Aggiungete al terriccio un po’ di argilla espansa sul fondo del vaso per il drenaggio. Evitate i ristagni idrici.

Innaffiatura

Il fico d’India va annaffiato regolarmente in primavera e estate quando coltivato in vaso, mentre ridurle nel periodo autunnale e invernali. Le innaffiature devono essere abbondanti ma non troppo ravvicinate, aspettando che il terreno si asciughi tra un apporto e l’altro.

Indicativamente annaffiare ogni 10-15 giorni. Usate acqua a temperatura ambiente, non ghiacciata. In inverno le annaffiature vanno ridotte al minimo, solo per evitare il completo disseccamento della pianta.

Concimazione

Il fico d’India va concimato in primavera-estate con fertilizzanti specifici per cactacee, molto diluiti. Indicati concimi a basso tenore di azoto e alto contenuto di fosforo e potassio. La concimazione deve essere bilanciata per favorire fioritura e fruttificazione.

In autunno sospendere le concimazioni ed evitare gli apporti di azoto che stimolano solo il vigore vegetativo. Ogni 2-3 anni in primavera rinnovate parte del terriccio per nutrire la pianta.

Luce e esposizione solare

Il fico d’India per crescere bene e fiorire necessita di una posizione luminosa e soleggiata. Deve ricevere almeno 8-10 ore di sole diretto al giorno.

Posizionatelo quindi in pieno sole, eventualmente ruotando periodicamente il vaso per una illuminazione omogenea. Varietà a frutti rossi hanno bisogno di maggiore insolazione rispetto a quelle a frutti gialli. Anche d’inverno mantenete la pianta in posizione luminosa.

Temperatura e umidità

Per una crescita ottimale il fico d’India richiede temperature diurne di 20-30°C in primavera-estate e non inferiori a 10-15°C d’inverno. T

eme il gelo. L’umidità relativa ideale è di circa il 30-40%. D’inverno collocare la pianta in ambienti freschi e ventilati, limitando le annaffiature. Per proteggere dal freddo utilizzare tessuto non tessuto. Il riscaldamento secca eccessivamente l’aria quindi va usato con moderazione.

Scelta della varietà di fico d’India per la coltivazione in vaso

Per la coltivazione in vaso sono consigliate varietà di fico d’India nano o colonnare, più adatte ai contenitori e dalle dimensioni contenute. Tra le migliori: Cleopatra, dai frutti gialli, spine corte e portamento colonnare; Gialla, produttiva e di facile coltivazione; Lampone e Rossa di Sicilia dai frutti rossi; Cristata dalla forma curiosa.

Prima della scelta valutare le esigenze climatiche della varietà e la sua resistenza al freddo. Per la coltivazione in appartamento preferire varietà spinose solo all’apice dei cladodi. Chiedere consiglio al vivaista per scegliere il fico d’India più adatto alle proprie condizioni ambientali e necessità estetiche.

Tecniche di potatura del fico d’India in vaso

Nei fichi d’India coltivati in vaso, eseguire una leggera potatura annuale in primavera serve a stimolare l’emissione di nuovi rami e a contenere le dimensioni. Asportare i rami secchi o danneggiati con forbici affilate e disinfettate.

Accorciare leggermente i rami che fuoriescono troppo dal vaso. Rimuovere alla base eventuali polloni e ricacci. Con la potatura si eliminano anche parti infette o infestate da parassiti. Dopo la potatura, trattare i tagli con fungicida cicatrizzante. Interventi troppo pesanti sono controproducenti. Meglio potature leggere e annuali.

Parassiti e malattie più comuni del fico d’India

I principali parassiti che colpiscono il fico d’India sono cocciniglia, aleurodidi e afidi, che si nutrono della linfa delle piante. Tra i patogeni fungini più pericolosi ci sono muffa grigia, marciume radicale e mal bianco.

Si previene adottando sesti d’impianto ampi e accurata igiene delle coltivazioni. Ispezionare frequentemente le piante e intervenire tempestivamente in caso di attacchi con insetticidi o fungicidi specifici. Asportare e distruggere le parti troppo infestate. Fondamentali sono la prevenzione e il monitoraggio.

Svernaggio del fico d’India in appartamento

Per svernare correttamente il fico d’India in casa, da ottobre a marzo collocare la pianta in una stanza luminosa ma non a diretto contatto con i caloriferi, mantenendo una temperatura minima di 10°C. Sospendere completamente le annaffiature per evitare marciumi e ridurre la concimazione. Mantenere una buona aerazione della stanza.

A febbraio-marzo ripulire la pianta dai rami secchi e accorciare leggermente quelli che fuoriescono dal vaso per stimolare nuove ramificazioni. Con queste cure il fico d’India supererà l’inverno in modo ottimale, pronto a rifiorire in primavera.

Usi ornamentali del fico d’India

Grazie ai vistosi fiori, i frutti decorativi e le curiose forme di crescita, il fico d’India si presta a diversi usi ornamentali, in giardino e in vaso. Può essere utilizzato per creare siepi e bordure, grazie anche alle spine. Ha un bell’effetto in composizioni con altre piante succulente.

I cladodi più piccoli si possono usare in composizioni secche. In vaso arreda gradevolmente terrazze e appartamenti. Le varietà nano sono ideali per giardini rocciosi e bonsai. I frutti colorati abbelliscono centrotavola e decorazioni autunnali.

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