Come innestare i pomodori e altre solanacee: Una guida passo-passo

Come innestare i pomodori e altre solanacee: Una guida passo-passo

L’innesto è una tecnica antichissima che permette di unire due piante diverse creando un ibrido vigoroso e resistente. Nel mondo dell’orticoltura, innestare pomodori e altre solanacee come melanzane e peperoni offre numerosi vantaggi. Questa guida vi insegnerà passo dopo passo come eseguire l’innesto in modo semplice ed economico direttamente a casa vostra. Scoprirete i segreti per scegliere il portainnesto adatto, preparare la marza e realizzare l’innesto a regola d’arte.

Imparerete anche le migliori tempistiche, le cure post-innesto e i piccoli accorgimenti per garantire il successo dell’operazione. Che siate esperti o principianti, con le nostre istruzioni dettagliate potrete risparmiare comprando solo semplici attrezzi invece di piante innestate costose. Innestare da soli pomodori e solanacee sarà un’avventura entusiasmante! Unitevi a noi in questo viaggio green.

Strumenti necessari per l’innesto di solanacee

Prima di iniziare l’avventura dell’innesto, bisogna procurarsi gli strumenti giusti. Non servirà un’attrezzatura complessa o costosa, ma solo alcuni oggetti essenziali che probabilmente avete già in casa o potete acquistare facilmente. Innanzitutto, avrete bisogno di un paio di cesoie affilate per tagliare nettamente i rami. Inoltre, un coltellino da innesto ben affilato sarà fondamentale per realizzare tagli precisi sulla marza e sul portainnesto.

L’ultimo strumento indispensabile è il nastro per innesti, che manterrà saldamente uniti i due elementi durante la loro fusione. In alternativa, potrete utilizzare della pellicola trasparente per alimenti, facilmente reperibile.

Scegliere il portainnesto adatto alle solanacee

Una volta pronti gli strumenti, è giunto il momento di scegliere il portainnesto più adatto. Per le solanacee come pomodori, melanzane, peperoni e peperoncini, esistono diverse opzioni compatibili. Un’eccellente scelta è il trichom tybello, una pianta parente del pomodoro e considerata uno dei migliori portainnesti in assoluto. (Questa selezione non è casuale: il portainnesto influisce notevolmente sulla qualità e sulla resa finale dell’innesto, trasmettendo caratteristiche preziose come la resistenza a malattie e parassiti.)

Qualunque sia la vostra solanacea da innestare, valutate attentamente le proprietà del portainnesto. Alcuni prediligono un’elevata vigoria, altri una maggiore tolleranza al caldo o al freddo. In ogni caso, optate sempre per varietà appartenenti alla stessa famiglia botanica per garantire la compatibilità e il successo dell’operazione.

Preparare il portainnesto per l’innesto del pomodoro

In questa fase cruciale, è fondamentale seguire alcuni semplici accorgimenti per favorire l’attecchimento della marza e massimizzare le probabilità di successo. Innanzitutto, fate crescere il portainnesto in un vasetto fino a quando non avrà raggiunto uno spessore simile a una matita. A questo punto, con un coltellino affilato, praticate un taglio netto a 8-10 cm dal terreno formando una leggera scalinata.

Il taglio deve essere liscio e uniforme per favorire la massima aderenza con la marza. Un’incisione troppo irregolare, invece, comprometterebbe l’innesto. Eliminate poi tutte le foglie sul portainnesto lasciando solo la punta con le gemme apicali. Queste gemme determineranno la futura crescita dell’innesto, quindi preservatele con cura.

Preparare la marza di pomodoro per l’innesto

Preparato il portainnesto, è il momento di dedicarsi alla marza, cioè la porzione di pianta che andrà innestata. Scegliete una piantina di pomodoro sana e rigogliosa, preferibilmente di una cultivar pregiata. Con un coltellino ben affilato, tagliate una porzione di fusto di circa 8-10 cm contenente 2-3 gemme apicali. Eliminate tutte le foglie mantenendo solo i piccolissimi germogli.

Innesto pomodoro
In foto possiamo vedere come tagliare il fusto della piantina di pomodoro. Foto ricavata dal canale YouTube Orto 33.

La marza dev’essere prelevata con estrema delicatezza, facendo attenzione a non rovinare le tenere gemme che rappresentano la linfa vitale dell’innesto. L’operazione richiede una mano ferma e un taglio pulito, senza sbavature o lacerazioni. Solo così la marza e il portainnesto potranno perfettamente combaciare dando origine a una nuova pianta rigogliosa.

Tecniche di innesto pomodoro a corona

Una delle tecniche più diffuse è quella a corona, adatta soprattutto per piante erbacee come pomodori e solanacee. Dopo aver praticato i tagli netti su entrambi gli elementi, sovrapponeteli perfettamente facendo combaciare la corteccia della marza con quella del portainnesto. Assicuratevi che i tessuti cambiali – quelli generatori del legno – siano a contatto per favorire la saldatura.

Innesto pomodoro a corona
In foto possiamo vedere come inserire la piantina nella marza e legare con il nastro per innesti, in alternativa si può usare la pellicola alimentare trasparente come suggerito da Orto 33.

A questo punto, fissate saldamente l’innesto con del nastro plastico avvolgendolo a spirale. Un’alternativa economica è utilizzare la pellicola trasparente per alimenti, avvolgendola però in modo da lasciare una piccola apertura. Questa accortezza eviterà che l’umidità in eccesso faciliti lo sviluppo di muffe o marciumi. La tecnica a corona richiede un po’ di manualità, ma con la pratica diventerà un gioco da ragazzi ottenere splendidi innesti di pomodori e altre solanacee.

Temperature ideali e periodo indicato per l’innesto del pomodoro

Dopo aver eseguito l’innesto con cura, è importante porre le piante nelle condizioni ideali per favorirne l’attecchimento. Le temperature ottimali si aggirano intorno ai 25-28°C durante il giorno e non inferiori ai 18°C di notte. (Il caldo eccessivo o il freddo rallenterebbero infatti il processo di saldatura dei tessuti cambiali, mettendo a rischio il buon esito dell’operazione.)

Il periodo migliore per innestare pomodori e solanacee varia leggermente a seconda del clima, ma in linea generale la finestra ottimale è quella compresa tra fine febbraio e aprile nelle regioni più miti, mentre nelle zone più fredde conviene aspettare la tarda primavera. Ricordatevi inoltre di tenere le piante innestate al riparo dalla luce diretta del sole nelle prime settimane, fino a quando non vedrete spuntare le nuove gemme, segno che l’innesto ha perfettamente attecchito.

Gestione post-innesto del pomodoro

L’irrigazione è un aspetto cruciale: annaffiate regolarmente ma con moderazione, evitando ristagni d’acqua che favorirebbero l’insorgenza di marciumi. (Il terreno deve mantenersi umido ma ben drenato.)

Anche il posizionamento delle piante innestate riveste un ruolo chiave. Nei primi 15-20 giorni, tenetele in un ambiente ombreggiato e riparato, possibilmente in una serra o sotto una zanzariera per proteggerle da insetti e microrganismi potenzialmente dannosi. Una volta sviluppate le nuove gemme, potrete gradualmente esporle alla luce diretta o trapiantare direttamente nell’orto. Questo delicato periodo di acclimatazione è decisivo per la completa saldatura dell’innesto e la rigogliosa crescita della nuova piantina.

Vantaggi dell’innestare pomodori e altre solanacee

Le piante innestate godono di una maggiore vigoria e resistenza, trasmessa loro dal portainnesto appositamente selezionato. Ciò si traduce in una resa nettamente superiore rispetto alle cultivar non innestate il quale spesso vengono colpite dalla peronospora.

Un altro vantaggio non trascurabile è la maggiore tolleranza a stress biotici e abiotici come attacchi di parassiti, malattie fungine, sbalzi termici e carenza nutrizionale del terreno. (Le piante innestate sono quindi più longeve e produttive anche in condizioni ambientali non ottimali). Gli innesti favoriscono una maturazione più omogenea e protratta dei frutti, consentendovi raccolti abbondanti per un periodo prolungato.

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