Come propagare per talea dell’albero di giada

Come propagare per talea dell’albero di giada

L’albero di giada, noto anche come albero della felicità, è una pianta grassa molto decorativa che si presta perfettamente alla propagazione per talea. Questa tecnica di moltiplicazione agamica consente di ottenere nuove piante identiche alla pianta madre in modo facile e veloce, senza dover ricorrere ai semi. Nel periodo primaverile-estivo, si preleva un rametto sano che viene privato delle foglie alla base e interrato nel terriccio dopo aver effettuato un taglio obliquo.

Mantenendo il substrato umido e la talea all’ombra, nel giro di poche settimane si svilupperanno le radici e si potrà ottenere una nuova piantina. Vedremo quindi come eseguire nel dettaglio la propagazione per talea dell’albero di giada, un metodo semplice per moltiplicare questa meravigliosa pianta grassa.

Pianta adatta e periodo consigliato per la talea

Per ottenere una buona riuscita della propagazione per talea, la prima scelta da fare con attenzione è la pianta madre da cui prelevare il ramo. Si consiglia di selezionare un esemplare adulto, sano e vigoroso, che non presenti malattie o attacchi parassitari. L’albero di giada si presta perfettamente allo scopo grazie alla sua facoltà di emettere radici adventizie con estrema facilità.

Per quanto riguarda il periodo migliore, la primavera e l’estate sono stagioni ideali poiché la pianta è nel pieno della fase vegetativa e le temperature relativamente elevate stimolano l’attività radicale. Il terriccio può essere mantenuto facilmente umido. Al contrario, eseguire talee in autunno-inverno risulterà più difficoltoso a causa del rallentamento della crescita e delle basse temperature.

Occorrente necessario per eseguire la talea

Per eseguire la propagazione per talea dell’albero di giada occorre procurarsi pochi e semplici materiali. Innanzitutto è necessario avere a disposizione come già scritto una pianta madre sana e rigogliosa da cui prelevare il rametto. Poi, serviranno un vaso o contenitore con terriccio specifico per cactacee, che deve essere soffice, leggero e ben drenante. Fondamentali sono un paio di forbici da potatura, che andranno opportunamente disinfettate con alcol o candeggina per evitare di trasmettere malattie alla talea.

Per favorire la radicazione è molto utile avere a disposizione un ambiente ombreggiato dove collocare il vaso con la talea. Infine, occorrerà prestare attenzione alle irrigazioni, quindi è consigliabile munirsi di un vaporizzatore per bagnare il substrato senza eccedere. Procurandosi questo equipaggiamento essenziale si avranno buone probabilità di portare a termine con successo la propagazione dell’albero di giada per via agamica.

Come prelevare il ramo dalla pianta madre

Per prelevare nel modo corretto il rametto da utilizzare come talea, bisogna innanzitutto scegliere sulla pianta madre un ramo sano, robusto e non troppo legnoso. Il punto migliore per effettuare il taglio è appena al di sotto di un nodo: si tratta della zona dalla quale si dipartono foglie o rami secondari. Questa parte del fusto, detta “nodo”, possiede infatti una maggiore capacità di emettere radici avventizie.

Dopo aver individuato il nodo adeguato, si procede utilizzando delle forbici da potatura ben affilate e disinfettate: è importante che il taglio sia netto e pulito. Il rametto prelevato dovrà avere una lunghezza di almeno 10-15 cm per fornire sufficienti riserve alla talea per svilupparsi.

Taglio obliquo del ramo e rimozione delle foglie

Una volta prelevato il rametto che farà da talea, è importante praticare un taglio obliquo nella parte distale. Il taglio non dovrà essere netto e perpendicolare al ramo, ma leggermente inclinato: in questo modo si aumenta la superficie del taglio, facilitando l’emissione di radici.

La talea che si otterrà dovrà poi essere privata delle foglie basali, eliminandone almeno un paio di palchi: questa operazione ridurrà la perdita di acqua della talea per traspirazione. Le eventuali foglie rimaste nella parte alta andranno accorciate della metà per diminuire ulteriormente la superficie traspirante. In questo modo sarà pronta per essere messa a dimora nel terriccio.

Messa a dimora della talea nel terriccio

Dopo aver approntato la talea, il passo successivo è interrarla nel terriccio per favorire l’emissione di radici. È consigliabile utilizzare un substrato specifico per cactacee, quindi molto poroso e drenante. Il vaso o contenitore scelto per la messa a dimora dovrà essere riempito con il terriccio umido e costipato, quindi si praticherà un buco nel substrato con un bastoncino di legno.

La talea andrà inserita nel foro, avendo cura di interrare circa i due terzi della sua lunghezza. Il terriccio va poi pressato delicatamente attorno alla talea per stabilizzarla e mettere a contatto il ramo con il substrato umido. La parte apicale con le foglie dovrà rimanere esterna. In questo modo potrà iniziare a emettere radici nel terreno.

Cure da apportare per favorire la radicazione

Dopo aver messo a dimora la talea di albero di giada nel terriccio, occorrerà prestare alcune cure per favorire l’emissione di radici e la corretta radicazione. Innanzitutto, il substrato dovrà essere mantenuto costantemente umido nei primi giorni, evitando però i ristagni idrici. Sarà quindi necessario innaffiare spesso con un vaporizzatore, controllando che il terreno non si secchi mai completamente.

La talea andrà tenuta in un ambiente ombreggiato, non esposto ai raggi diretti del sole: questo ridurrà la traspirazione e l’evaporazione dell’acqua. La temperatura ideale per la radicazione deve essere di circa 20-25°C.

Tempi stimati per la radicazione

Dopo aver messo a dimora la talea ed averle apportato le cure necessarie, ci si potrà chiedere quanto tempo occorrerà perché si sviluppino le radici e si completi il processo di radicazione. Con una talea di albero di giada nelle condizioni ideali di terriccio, umidità e temperatura, i primi abbozzi radicali dovrebbero iniziare a formarsi già dopo 1-2 settimane dall’interramento. Saranno visibili come piccole protuberanze biancastre lungo il fusto semitrasparente.

Con il passare dei giorni le radici continueranno ad allungarsi e a ramificarsi, ancorandosi saldamente al terreno. In circa 3-4 settimane, se tutto procede correttamente, la talea risulterà completamente radicata e dotata di un fitto apparato radicale, pronto per vivere in modo indipendente dalla pianta madre. La talea di albero di giada è quindi una tecnica di propagazione piuttosto veloce.

Cure della giovane piantina dopo la radicazione

Una volta che si è radicata completamente sviluppando un robusto sistema di radici, la nuova piantina ottenuta potrà essere trapiantata in un contenitore definitivo oppure lasciata crescere nello stesso vaso utilizzato per la propagazione. La giovane pianta andrà ora trattata come una normale pianta adulta. Sarà possibile esporla gradualmente alla luce diretta del sole, abituandola alle condizioni di piena luminosità.

Le irrigazioni dovranno essere regolari ma non eccessive, lasciando asciugare il substrato tra un apporto idrico e l’altro. Concimazioni periodiche con fertilizzanti diluiti stimoleranno una crescita rigogliosa. In pochi mesi, con le giuste cure, la talea propagata potrà raggiungere le dimensioni di un adulto e inizierà anche a ramificare e fiorire.

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