Quando irrigare l'orto

Quando irrigare l’orto e come farlo correttamente

L’irrigazione è una pratica fondamentale nella cura dell’orto, poiché fornisce alle piante l’acqua indispensabile per la loro crescita e produttività. La quantità di acqua necessaria varia molto da specie a specie, e i nostri ortaggi richiedono in genere un apporto idrico abbondante, essendo stati selezionati dall’uomo proprio per una coltivazione supportata dall’irrigazione.

Annaffiare nella giusta misura è dunque un’operazione cruciale affinché le colture arrivino a piena maturazione. Il rischio maggiore non è dimenticarsi di irrigare, bensì eccedere con le quantità d’acqua somministrate.

L’acqua è vitale per le piante, la cui attività fisiologica si blocca in carenza idrica, portando alla morte in caso di prolungata siccità. Le specie con apparato radicale esteso possono attingere l’acqua necessaria dagli strati profondi del terreno, ma gli ortaggi dal ciclo breve hanno radici meno sviluppate e richiedono perciò precise irrigazioni.

Per fornire la giusta quantità d’acqua senza sprechi, sono adatti sistemi come impianti a goccia o tubazioni che veicolano l’acqua in modo controllato alle colture.

Cosa succede alla coltivazione in assenza di acqua?

Le piante, essendo costituite per oltre l’80% di acqua, hanno bisogno di un adeguato apporto idrico per svolgere tutte le loro funzioni vitali. L’acqua permette loro di compiere la fotosintesi, sviluppare nuove cellule, assorbire i nutrienti dal suolo, attuare la traspirazione fogliare per rinfrescarsi. Inoltre mantiene attivi gli organismi del terreno che trasformano i nutrienti in forma assimilabile.

In carenza d’acqua le piante vanno incontro a gravi sofferenze: si blocca la crescita, compaiono sintomi di appassimento fogliare, si accelerano processi come la fioritura per assicurare la riproduzione prima di morire.

Non esiste una tecnica di irrigazione perfetta valida per ogni situazione. Le piante stesse, se osservate con attenzione, possono guidarci sul loro fabbisogno idrico. Ad esempio segnalando uno stress da siccità.

Pur non esistendo una formula universale, esistono alcune regole basilari da seguire, evitando errori potenzialmente letali per le colture. Le piante poi, molto resilienti, sapranno spesso adattarsi anche ad una irrigazione non proprio ottimale. L’importante è ascoltare i loro bisogni ed esigenze.

Puoi irrigare il tuo orto la mattina presto o la sera

L’irrigazione va eseguita in modo da rendere l’acqua disponibile per le piante durante il giorno, quando sono attive nella fotosintesi. Per questo è opportuno annaffiare al mattino presto, in modo che il terreno sia umido all’alba.

In alternativa, si può irrigare la sera o di notte, lasciando che l’acqua penetri nel suolo nelle ore fresche ed è poi fruibile il mattino seguente.

Annaffiare nelle ore notturne o serali, oltre a garantire la disponibilità idrica diurna, presenta altri vantaggi. Evita l’evaporazione eccessiva dell’acqua con il caldo e permette alle piante di assorbire l’acqua gradualmente, riducendo gli shock termici.

Scegliere le ore più fresche per irrigare fa dunque bene sia alle piante che alle nostre risorse idriche.

Evitare gli shock termici per le piante del tuo orto

Irrigare nelle ore più fresche evita pericolosi sbalzi termici per le piante, dovuti alla differenza di temperatura tra l’acqua e i tessuti vegetali. Per prevenire questo problema, se si utilizza acqua molto fredda come quella di pozzo, è bene farla transitare prima in una cisterna dove possa riscaldarsi fino a raggiungere la temperatura ambiente.

Allo stesso tempo, è bene evitare di utilizzare acqua eccessivamente calda, ad esempio quella che ristagna a lungo nei tubi di irrigazione esposti al sole cocente. Acqua troppo calda cuocerebbe letteralmente le piante.

L’ideale è utilizzare sempre acqua a una temperatura il più possibile vicina a quella dell’ambiente circostante, evitando sbalzi termici eccessivi. In questo modo l’irrigazione non causa alcun shock alle piante, che possono beneficiare appieno dell’apporto idrico.

Che tipo di acqua per irrigare l’orto?

Per l’irrigazione dell’orto, l’acqua migliore è quella piovana, perché più pura e ricca di elementi benefici. Ottima anche l’acqua di sorgente o quella dolce di superficie come laghi e fiumi.

Meno indicata è l’acqua di falda, prelevata dai pozzi, perché disturbata nel suo naturale ciclo sotterraneo. Tuttavia è molto utilizzata per l’irrigazione.

Da evitare è l’acqua potabile trattata con cloro, dannosa per le piante e i microrganismi del suolo. Per usarla è bene farla depositare in cisterne dove il cloro può evaporare prima di impiegarla nell’orto.

In sintesi, l’acqua migliore per irrigare rimane quella piovana, non trattata e più ricca di elementi benefici. Dove non disponibile, con alcuni accorgimenti si può comunque utilizzare altre tipologie di acqua.

Come irrigare l’orto

L’irrigazione è una pratica fondamentale per la buona riuscita dell’orto, ma deve essere effettuata in modo corretto per evitare sprechi e danni alle colture. Vediamo alcuni accorgimenti per irrigare efficacemente l’orto.

Innanzitutto è bene irrigare la mattina presto o alla sera, quando le temperature sono più basse, per evitare l’evaporazione eccessiva dell’acqua. Meglio optare per irrigazioni lente e profonde, che consentono all’acqua di penetrare in profondità nel terreno ed essere disponibile per le radici. I sistemi a goccia sono ideali per veicolare l’acqua direttamente alle piante.

Bisogna poi adattare le quantità di acqua somministrate al tipo di coltura: ortaggi come pomodori, peperoni e zucchine prediligono terreni più umidi, mentre patate, fagioli e aromi come il timo tollerano la siccità. Dopo l’irrigazione, il terreno dovrebbe asciugarsi leggermente prima della successiva annaffiatura.

Importante anche la qualità dell’acqua: l’ideale è quella piovana, in alternativa vanno bene le acque dolci di superficie. Da evitare l’acqua dei pozzi, ricca di elementi che possono accumularsi nel terreno.

Adottando questi semplici accorgimenti e osservando le reali necessità delle piante, è possibile fornire la giusta quantità d’acqua, riducendo gli sprechi e ottimizzando la resa dell’orto.

Tecniche di irrigazione

Esistono diverse tecniche di irrigazione che si possono adottare in orto, ognuna con vantaggi e svantaggi.

Il metodo a goccia prevede un impianto con tubi forati che rilasciano lentamente l’acqua in prossimità delle piante. Permette di dosare con precisione la quantità d’acqua evitando sprechi. Richiede però l’installazione di tubazioni fisse.

L’irrigazione a sommersione, tramite canaletti, è adatta per erbe aromatiche e piante da foglia che tollerano il ristagno idrico. Risulta dispendiosa in termini d’acqua.

La microirrigazione con tubi forati o gocciolatori che veicolano poca acqua alla base di ogni pianta, è indicata per colture in filari ordinati.

L’irrigazione manuale con annaffiatoio permette di dosare l’acqua pianta per pianta ma richiede molto tempo. Meglio al mattino e sera.

I sistemi automatici a tempo con irrigatori mobili o fissi richiedono poca manutenzione ma poco adattabili.

La pacciamatura con materiali come paglia trattiene l’umidità nel suolo riducendo le irrigazioni.

In sintesi, ogni sistema ha pro e contro. Scegliere in base al tipo di coltivazione e disponibilità idrica. L’ideale è un impianto a goccia integrato da irrigazione manuale mirata.

Riconoscere quando una pianta è in stress idrico

Quando una pianta soffre la carenza d’acqua, manifesta evidenti segnali di sofferenza a cui prestare attenzione per intervenire tempestivamente con l’irrigazione.

Il sintomo più comune è l’avvizzimento e il raggrinzimento delle foglie, che perdono turgore; in casi gravi anche gli steli si afflosciano. La pianta può cercare di limitare la traspirazione arrotolando o accartocciando le foglie per ridurre la superficie esposta.

Altri segnali sono l’arresto della crescita, la caduta anticipata delle foglie e la tendenza a finalizzare precocemente il ciclo riproduttivo, accelerando la fioritura. Nei frutti possono manifestarsi scottature e crescita stentata.

Osservando il terreno, la mancanza d’acqua si nota dall’indurimento e raggrinzimento della superficie del suolo, che diventa polveroso.

Monitorando questi sintomi è possibile riconoscere uno stress idrico sul nascere e intervenire prontamente con adeguate irrigazioni, evitando gravi sofferenze alle colture.

Domande frequenti

Quando bisogna annaffiare l’orto?

Bisogna annaffiare quando il terreno risulta asciutto in superficie e le piante mostrano i primi segni di sofferenza idrica, come foglie meno turgide. La frequenza dipende da clima, terreno e coltur

A che ora innaffiare l’orto?

L’ideale è irrigare la mattina presto o alla sera, quando le temperature sono più basse ed evapora meno acqua.

Bisogna pacciamare il terreno dopo l’irrigazione?

Sì, è consigliabile pacciamare con materiale organico dopo l’irrigazione, per trattenere umidità nel suolo più a lungo ed evitare la crescita di erbacce.

Se annaffio la sera rischio malattie o funghi sulla coltivazione?

Irrigare di sera comporta qualche rischio in più di funghi e malattie, perché le foglie restano bagnate più a lungo. Meglio far asciugare prima il fogliame, irrigando al mattino o utilizzando impianti localizzati.

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Redazione
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